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Parigi Dakar 2018, 39 anni di adrenalina pura

Si è da poco conclusa la trentanovesima edizione della Parigi Dakar, uno dei rally più emozionanti ma anche più impegnativi al mondo. Migliaia di chilometri da percorrere in pochi giorni e condizioni climatiche e geografiche estreme mettono ogni anno a dura prova i piloti, sottoponendoli a prove molto pericolose.

Parigi Dakar: la gara

 

Il nome non è casuale. Nelle prime edizioni, tra il 1979 e il 1991, il percorso prevedeva proprio il tragitto Parigi-Dakar. Si partiva quindi in Francia per arrivare nella capitale del Senegal, attraverso tappe intermedie che variavano nel corso delle diverse edizioni. Da metà degli anni Novanta in poi la città di partenza spesso cambiò, sostituita, tre le altre, da Marsiglia, Madrid e Lisbona.
Nell’ultimo decennio però, la situazione politica africana è divenuta troppo instabile tanto da annullare a ridosso dell’avvio l’edizione del 2008, a causa di minacce terroristiche.
Dal 2009 quindi la Parigi Dakar si è trasferita in Sudamerica, mantenendo però il nome d’origine.

Nota anche semplicemente come “Dakar”, la gara prevede quattro categorie, tutte impegnate in percorsi di rally estremi: auto, moto, quod e camion. Ogni mezzo è rinforzato nelle parti meccaniche proprio per permettergli di resistere alle continue sollecitazioni e al caldo opprimente. Ed è dotato di GPS, per aiutare i piloti a trovare le giuste coordinate per non perdersi, come già accaduto in passato. Rocambolesca fu ad esempio, nel 1982, l’avventura di Mark Thatcher, figlio dell’allora Primo Ministro inglese Margaret Tatcher, che si perse nel Sahara a bordo della sua Peugeout 504. Fu poi ritrovato dall’aviazione militare argentina, anche grazie l’intervento diretto della madre.

Parigi Dakar 2018

 

L’edizione 2018 è invece partita il 6 gennaio da Lima in Perù e si è conclusa il 20 gennaio per la prima volta nella storia a Córdoba in Argentina, attraversando il Sudamerica da costa a costa.
In tutto sono stati percorsi 8.793 km, di cui 4.329 di prove speciali, per un totale di 14 tappe. Il rally ha attraversato Perù, Bolivia e Argentina, tre nazioni ognuna caratterizzata da particolari condizioni climatiche.

Nella categoria auto in cima alle classifiche provvisorie abbiamo spesso trovato i team Pegeout di Carlos Sainz e Stephane Peterhansel e Toyota di Nasser Al-Attiyah, Bernhard Ten Brinke e Ginel De Villiers. Sono stati loro i protagonisti principali della gara.
Nella categoria moto, invece, le prime tappe hanno visto il trionfo di Sunderland della KTM, vincitore della scorsa edizione della Parigi Dakar. Poi però a San Juan de Marcona ha dovuto ritrarsi e cedere il posto a Adrien Van Beveren di Yamaha. Anche lui costretto al ritiro dopo una caduta, è stato poi soppiantato da Kevin Benavides su Honda.

Anche quest’anno la Parigi Dakar non ha quindi risparmiato emozioni, complici condizioni climatiche e percorsi davvero estremi.
La gara si è chiusa con i seguenti vincitori, pronti a difendere il titolo anche nel 2019:

  • Categoria auto: Carlos Sainz (Spagna) su Peugeot. Tempo complessivo: 49:16:18
  • Categoria moto: 1 Matthias Walkner (Austria) su KTM. Tempo complessivo: 43:06:01
  • Categoria quad: Ignacio Casale (Cile) su Yamaha. Tempo complessivo: 53:47:04
  • Categoria camion: Eduard Nikolaev (Russia) (Kamaz). Tempo complessivo: 54:57:37

 

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