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Formula E: Hong Kong regala emozioni mozzafiato

Sono state due gare davvero incredibili quelle che si sono svolte il weekend del 2 e 3 dicembre in Cina. Stiamo parlando della tappa Formula E Hong Kong, doppio appuntamento che ha regalato tantissime emozioni, tra testacoda, recuperi all’ultimo minuto e anche pesanti infrazioni con relativa squalifica.

Formula E Hong Kong: il podio

Partiamo dai risultati.

Sabato 2 gennaio è salito sul gradino più alto del podio Sam Bird, della DS Virgin Racing. Secondo Jean-Eric Vergne, partito dalla pole, e terzo Nick Heidfeld.

Nella seconda gara di domenica 3 dicembre, invece, la vittoria è andata a Felix Rosenqvist, della Mahindra, nonostante un testacoda alla prima curva.

Eccellente anche la prestazione del team Venturi che, con l’italo svizzero Edoardo Mortara, si aggiudica il secondo posto. Terza posizione per Evans.

È stata invece una giornata da dimenticare per Luca Filippi della NIO, costretto al ritiro dopo diversi problemi tecnici e un indicente. A nulla gli sono serviti neppure i 5 secondi extra guadagnati con il FanBoost per essere risultato, per la seconda volta, il pilota più votato dal pubblico.

Al momento la classifica vede comunque in testa Sam Bird con il team DS Virgin Racing: nonostante il quinto posto nella gara di domenica, domina il campionato con 35 punti.

Lo segue il francese Jean-Eric Vergne della Techeetah, a quota 33, dopo un secondo e quarto posto nelle rispettive gare della tappa di Formula E Hong Kong. E infine terzo lo svedese Felix Rosenqvist del team Mahindra: dopo la vittoria della gara di domenica sale a 29 punti.

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Formula E Hong Kong tra infrazioni e ricorsi

In realtà, infatti, il vincitore della seconda gara della tappa Formula E Hong Kong doveva essere Daniel Abt che aveva tagliato il traguardo, approfittando di un errore di Mortara proprio al penultimo giro. Non ha avuto però neanche il tempo di esultare per la vittoria: è stato squalificato per un’infrazione riscontrata sulla sua Audi. I tecnici FIA hanno infatti rilevato irregolarità sui codici a barre che la FIA appone sull’inverter e sul motogeneratore. Dalla verifica risultano essere diversi rispetto a quelli dichiarati dal team Audi Sport prima della gara e questo violerebbe gli articoli 3.1 e 3.2 del Regolamento Sportivo.

Il dubbio, infatti, è che ci sia stata una sostituzione di pezzi non autorizzata. Accusa che l’Audi respinge con forza, annunciando già ricorso e parlando di un “equivoco amministrativo”.

Poco prima all’Audi era già stata contestata una infrazione, meno grave ma sicuramente fastidiosa e costata 5000 mila euro di multa. Colpa della modalità di accesso al podio: il pilota è passato dal pitlane prima che l’ultima auto accedesse al regime di parco chiuso.

La severità dei controlli dimostra che la Formula E, giunta al quarto anno di campionato mondiale, sta diventando una cosa seria, quasi come ai livelli della Formula 1.

Ma non siamo che all’inizio. Dopo la tappa Formula E Hong Kong, a gennaio si parte per il Marocco, dove il 13 si disputerà la gara a Marrakech. E poi, non dimentichiamo l’appuntamento per noi più importante, quello di Roma il 14 aprile.

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